Ricevo su appuntamento nel mio studio a Caltana (VE) e presso Costruttivamente nella provincia di Padova.

 

In situazioni di grave impossibilità posso offrire sostegno psicologico a domicilio. Offro colloqui di consulenza, sostegno psicologico, allo studio e alla disabilità. Lavoro con minori, adulti (individuali e di coppia) e anziani che attraversano dei periodi della vita difficili o che desiderano fare chiarezza in se stessi e nelle loro relazioni.

 

Inoltre, propongo sedute all’interno degli Interventi assistiti dagli animali (ex pet-therapy) a bambini, adulti ed anziani con disabilità, patologie croniche, sindromi genetiche, demenza, problematiche comportamentali e a chi vuole avvicinarsi agli animali ma è titubante.

Spesso accade di trovarsi ad affrontare situazioni difficili o di provare sofferenza psicologica o semplicemente si desidera fare chiarezza nella propria vita. In alcuni casi si tratta di situazioni passeggere e affrontabili da soli, che non richiedono un intervento specialistico; in altri, il disagio si protrae nel tempo e diventa difficile farvi fronte da soli, in questo caso è importante scegliere di rivolgersi ad un professionista per superare le problematiche del presente dando nuove letture agli eventi.

Mi occupo del benessere psicologico dell’individuo, opero per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole ed efficace. Ascolto per comprendere, non per giudicare.

Propongo colloqui individuali e di coppia per minori e adulti che stanno attraversando una fase della vita complessa, un momento di cambiamento difficile o che desiderano fare chiarezza in se stessi e nelle loro relazioni attraverso un confronto aperto e alla pari con un professionista.

Il mio approccio si rifà all’orientamento costruttivismo.

 

Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA, scaricabili al 19% allegando la fattura di ogni prestazione alla Dichiarazione dei Redditi.

Aree di interesse

– Aumento della conoscenza di sé
– Gestione dei momenti di crisi personale
– Difficoltà di scelta
– Genitorialità
– Elaborazione di lutto, separazione o importante cambiamento
– Disturbi d’ansia, panico e disturbi dell’umore
– Disturbi alimentari
– Disturbi del comportamento come l’aggressività
– Problemi relazionali, di comunicazione e di socializzazione
– Difficoltà di coppia, genitoriali, familiari
– Difficoltà nella gestione delle emozioni
– Difficoltà sessuali
– Patologie croniche (epilessia, ecc.)
– Sindromi genetiche (Sindrome di Down, di Williams, ecc.)
– Sostegno in casi di diagnosi patologica pre/post natale di un figlio
– Sostegno ai caregivers familiari
(chi si prende cura di un proprio caro non autosufficiente o di difficile gestione quotidiana);
– Disabilità (autismo, paralisi cerebrale infantile, ecc.)
– Inclusione scolastica
– E molte altre…

Clinica

– Colloqui di consulenza e sostegno psicologico con adulti (individuali, di coppia e di gruppo).

– Colloqui di sostegno e consulenza psicologica/educativa per minori con problematiche prevalentemente di tipo scolastico, comportamentale e relazionale.

– Cicli di incontri rivolti bambini, ragazzi, adulti e anziani sugli Interventi Assistiti dagli Animali (I.A.A., ex Pet-Therapy).

–  Colloqui di sostegno alla genitorialità in casi di difficoltà, disabilità, sindromi genetiche, diagnosi patologica pre/post natale di un figlio.

–  Colloqui di consulenza, sostegno individuale e percorsi di gruppo per i caregivers familiari (chi si prende cura di un proprio caro non autosufficiente o di difficile gestione quotidiana).

Formazione
e divulgazione

–  Corsi di formazione sugli Interventi Assistiti dagli Animali (I.A.A., ex Pet-Therapy) per l’Ulss, l’Irecoop Veneto, Centri medici privati, Onlus indirizzati a personale medico sanitario, psicologi, veterinari, coadiutori del cane.

–  Corsi di formazione specifica su differenti tematiche (intelligenza emotiva, patologie croniche, inclusione scolastica, autismo, ecc.).

–  Serate a carattere informativo e conoscitivo per adulti su varie tematiche psicologiche.

– Serate a carattere informativo e ludico-ricreativo rivolte a bambini, genitori e insegnanti sulla relazione con il cane sempre a natura tematica con o senza l’ausilio delle fiabe.

I.A.A.
Interventi assistiti con gli animali (ex pet-therapy)

Mi occupo di I.A.A. (Interventi assistiti con gli animali), conosciuti come pet-therapy, in cui troviamo il rispetto per la sofferenza dell’essere umano, partecipando alla vita del paziente, privilegiandone gli aspetti qualitativi e ricreandone un filo di significati e di senso, tramite ascolto attivo e accettazione dell’altro.

 

Il ruolo dell’animale negli I.A.A. è quello di fungere da mediatore emozionale e facilitatore delle relazioni sociali. La comunicazione che si instaura fra persona e animale non segue rigide regole sociali e apre canali di comunicazione più rassicuranti per la gestione delle proprie emozioni favorendo relazioni sociali adeguate.

L’animale diventa il tramite attraverso il quale esse si instaurano, esercitando un’influenza positiva sull’equilibrio psico-fisico della persona, incrementando autostima e fiducia, e fornendo quel supporto sociale, che può aiutare l’individuo a fronteggiare con maggiori risorse e strategie alternative le condizioni problematiche.

Aree tematiche

Le relazioni sono in costante cambiamento, lo stesso vale per le relazioni di coppia, si va dai momenti “alti”, di tranquillità a quelli “bassi”, di sofferenza. Alcuni eventi della vita, possono fungere da elementi scatenanti, come una malattia, il matrimonio, la nascita di un figlio, un lutto, la perdita del lavoro o anche una promozione, la presenza di problemi sessuali, dell’infedeltà, ecc. ed è possibile che la complicità di un tempo vada perduta, il senso di solitudine e la distanza crescono tra silenzi e discussioni, la fiducia è minata e si ha paura di perdere l’altro.

 

L’obiettivo è quello di imparare ristabilire un clima di fiducia personale e di coppia, ricominciando a parlare con il/la proprio/a partner, comprendendo quanto accade, rendendo chiaro quello che si prova all’altro, ricominciando a conoscersi come coppia, ricostruendo una storia comune della relazione, in cui entrambi possano trovare il proprio posto e godere del tempo insieme.

Fare il genitore è un difficile mestiere, ma anche essere figli è complesso

Non ci sono più i nuclei familiari del passato, numerosi, che riunivano diverse generazioni sotto lo stesso tetto. Le famiglie si sono ristrette, nascono sempre meno bambini. Ma anche i genitori sono cambiati; i padri sono più disponibili a prendersi cura della prole a partire dalla gravidanza della compagna partecipando a corsi, visite ed ecografie; la metà delle madri lavora e cerca un compromesso fra carriera e famiglia. E i bambini si trovano immersi fin dai primi giorni nella vita dei genitori. Esistono diverse “scuole di pensiero” per ogni argomento a partire dall’alimentazione, alla salute (attualmente il tema vaccini è scottante), allo sport, ecc. e l’avversario più grande è rappresentato dai media, che dicono come si “deve” crescere un figlio, dettando delle mode (canoni estetici, brand, cellulari, ecc.).

Se si chiede alla gente, qual è il mestiere più difficile del mondo, molti risponderanno “fare il genitore”, perché non ci sono manuali che insegnino come si fa, non è possibile evitare ai propri figli di commettere errori, né farli diventare come si vorrebbe, ma è possibile preparare il terreno in cui farli crescere. Le fasi dello sviluppo sono spesso accompagnate da cambiamenti negli atteggiamenti o comportamenti destabilizzanti. Ad esempio, l’adolescenza, con le tipiche “tempeste ormonali”, la percezione da parte del ragazzo/a di un cambiamento radicale nella propria immagine fisica, nella propria identità, può alterare l’equilibrio e la stabilità che caratterizzava il rapporto genitori – figli. Possono nascere conflitti, legati a difficoltà comunicative, nei quali il genitore cerca di mantenere il suo ruolo (che non viene più riconosciuto) ed il figlio cerca di rivendicare un nuovo ruolo ma resta intrappolato nella visione del genitore.

 

Prima di essere genitori, siamo individui, uomini e donne, con bisogni, impegni e passioni. Allo stesso modo i bambini non sono tutti uguali, ognuno di essi ha le sue caratteristiche

A volte abbiamo la sensazione che i nostri figli non ci ascoltino, che ci manchino di rispetto, che non ci considerino minimamente, che non ci permettano di star loro vicino; non capiamo se si tratti di una sfida o di una richiesta di aiuto e vorremmo capire perché è così difficile avere un dialogo.

Siamo preoccupati, frustrati, non ci sentiamo dei “bravi” genitori, non sappiamo quale linea educativa seguire o quella che abbiamo scelto non ci sembra funzionare, ci sentiamo soli o addirittura ostacolati in questo compito dall’altro genitore.

Gli obiettivi di questo spazio sono quelli di comprendere le dinamiche familiari, chiarire i propri dubbi come genitore e le difficoltà collegate, costruire una relazione di fiducia che si fondi su ascolto e accoglimento dei bisogni reciproci, in modo da poter accompagnare i propri nella loro crescita.

Genitori che ricevono la diagnosi

Quando si sta per diventare genitori tutte le prospettive sulla vita futura vengono riviste. Oltre ai preparativi in previsione del nuovo arrivo, si innescano una serie di fantasie e sogni sul nascituro, su se stessi e sulla coppia. Questo momento è solitamente positivo, ma può cambiare bruscamente nel momento in cui viene diagnosticata una patologia al bambino.

Genitori e familiari possono sentire il bisogno dell’appoggio di figure professionali che li accompagnino e li sostengano in questa elaborazione e li aiutino a compiere una ricostruzione dei loro sogni per immaginare un futuro differente.

 

Prendersi cura di un proprio caro

 

“Ci sono quattro tipi di persone nel mondo:

quelli che si sono presi cura di qualcuno, quelli che lo stanno facendo,

quelli che lo faranno e quelli che ne avranno bisogno”

Rosalynn Carter

 

I “Caregivers” sono coloro che affiancano costantemente il percorso di vita di un proprio caro (sia esso un anziano non autosufficiente, un bambino disabile, un adulto con problemi psichiatrici, un malato terminale, ecc.) che versa in condizioni di non autosufficienza o difficile gestione quotidiana non in grado di svolgere autonomamente gli atti necessari alla vita quotidiana. Questo ruolo molto spesso è ricoperto da familiari, partner, figli o genitori. Solitamente, l’attenzione ricade sulla sofferenza dell’assistito, mentre vengono sottovalutate le possibili ricadute su chi si prende cura. Ogni caregiver vive la propria situazione in modo differente, in base alle proprie caratteristiche, alla situazione in cui versa la persona di cui si prende cura, all’ambiente che lo circonda e al supporto che può trovare nella rete familiare e sociale. E’ possibile che il caregiver senta di avere un eccessivo carico di lavoro e responsabilità, di avere poco tempo per sé, per la cura della propria persona e di essere impotente di fronte all’imprevedibilità della malattia.

 

L’intervento è volto a sostenere proprio coloro che “si prendono cura di” per prevenire l’insorgenza di disagi personali (cura di sè, riposo, svago), creare una rete di sostegno (parenti, amici, associazioni, professionisti) che permetta di informarsi, confrontarsi, condividere la responsabilità e supportare il loro prezioso lavoro in tutte le fasi della malattia, e anche dopo nell’elaborazione del lutto.